‘Solo bagaglio a mano’ il libro di Gabriele Romagnoli che insegna a viaggiare leggeri, anche nella vita

La prima volta che mi sono trovata costretta a partire solo con un bagaglio a mano ero in stato di shock: mi stavo imbarcando  per un viaggio di parecchi giorni e avevo a disposizione solo uno zaino per far stare dentro… l’ignoto! Già, perché prima di partire non si sa mai esattamente cosa ci servirà e tendiamo a portarci appresso di tutto, nel timore di non aver messo in valigia proprio quella cosa che sicuramente poi ci servirà. E via di valigioni da 30kg, che alla fine si rivelano un vero e proprio fardello, un ostacolo alla mobilità, un limite al viaggio. 

Anche Gabriele Romagnoli, giornalista e scrittore, la pensa così: chi viaggia ‘pesante’ non viaggia davvero, perché il superfluo, l’ostentato, il troppo, sono solo fini a se stessi, arricchiscono l’esteriorità e impoveriscono l’anima. Il vero viaggiatore ha con se solo le cose fondamentali, perché è la sua esperienza a costituire l’unico bagaglio di cui necessita. Il vero viaggiatore non ingombra, sa che less is more e more is less, non lascia a casa solo inutili oggetti e vestiti, ma anche inutili pezzi della propria esistenza.

Con questa bella metafora sul viaggiare leggeri, Gabriele Romagnoli descrive in realtà la vita e come viverla più saggiamente (o almeno provarci!) imparando a ridurre all’essenziale: poche, ma sincere amicizie, zero rimpianti (tanto la vita è una e unica e così sarà indipendentemente da quante ‘doppie vite’ ci sforziamo di vivere), pochi e precisi obiettivi da inseguire senza ossessione.

L’autore, prima di raccontarci le sue conclusioni, ha vissuto in giro per il mondo (Beirut, Il Cairo, New York), ha traslocato decine di volte, ha analizzato storie di persone comuni e meno comuni, ha anche simulato il suo funerale in Corea e con i suoi pensieri ci ha scritto un bel libro.

Io, che in questo libro mi sono ritrovata come quando indossi un paio di guanti su misura, ero arrivata alle stesse conclusioni al rientro dall’ultimo mio viaggio ‘pesante’, avvenuto tanti anni fa, lanciando in camera da letto il fidato valigione rigido stracolmo e pesantissimo. Ricordo esattamente cosa pensai: mai più! Il doppio delle cose che mi ero portata erano rimaste inutilizzate. Vestiti puliti, batterie imballate, uno shampoo ancora nuovo. Inoltre, per colpa di quel valigione-fardello quasi persi un aereo. Adesso viaggio  solo con il bagaglio a mano e vi garantisco che ogni volta che preparo il mio zaino è una vera liberazione.


Gabriele Romagnoli. Nato a Bologna nel 1960, laureato in Giurisprudenza, è un giornalista professionista, dirigente televisivo e scrittore. Inizia la sua carriera a La Stampa dove nel 1992 è nominato caposervizio della cronaca nazionale e, nel 1994, inviato speciale. Dal 1997 al 1999 è a New York per il quotidiano torinese. Nel 2000 è chiamato a collaborare con Repubblica, quotidiano per il quale trascorre tre anni nei Paesi arabi e scrive numerosi editoriali. Da gennaio 2011 a giugno 2013 è direttore del mensile GQ. Successivamente passa a Vanity Fair come editor-at-large. Nel marzo 2016 è scelto dalla Rai in qualità di Direttore della testata Rai Sport, con la qualifica di Caporedattore, con contratto a tempo determinato di durata triennale. Ha scritto sceneggiature per tv, cinema e teatro. É autore di numerose pubblicazioni, tra saggi, romanzi e raccolte di racconti. -fonte Rai.it-

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