Marrakech: consigli su come organizzare un viaggio ecosostenibile

E’ uno dei luoghi che mi è rimasto più nel cuore ed è una delle città maggiormente amate dai viaggiatori di tutto il mondo, un luogo dove antico e moderno, design e cultura si fondono in un inebriante miscuglio ricco di profumi, colori, sapori ed emozioni: sto parlando di Marrakech, la più nota tra le città imperiali del Marocco.

La ‘città rosa’ si trova nel centro-sud del Paese, a circa 150 km dall’Oceano Atlantico e a ridosso della catena montuosa  dell’Atlante, posizione che la ripara dal clima secco sahariano e che rende l’aria di Marrakech fresca e gradevole soprattutto in primavera. Non aspettatevi sempre un gran caldo, se non in piena estate o all’inizio dell’autunno: le escursioni termiche in questa zona sono notevoli (5-6 gradi di notte e 18-20 di giorno in inverno, 16-18 gradi notturni contro i 30 gradi diurni nel mese di giugno) e le precipitazioni scarse. Il periodo migliore per visitare Marrakech è tra febbraio e aprile, quando il clima è più mite e consiglierei di rimanerci per almeno 5-6 giorni, il tempo giusto per visitare con calma tutto ciò che la città ha da offrire.

Come organizzare in autonomia un viaggio, possibilmente sostenibile, in questa città?

Dormire a Marrakech.

Per prima cosa è importante scegliere l’alloggio giusto: meglio preferirlo in una zona centrale così da potersi spostare sempre a piedi o con gli autobus pubblici. Per la prenotazione ci viene in aiuto Ecobnb.it , il portale che raccoglie le principali strutture ecosostenibili del mondo che a Marrakech propone diverse soluzioni, come il bellissimo Riad Noga, una tipica casa della medina nella quale è stato ricavato un b&b ecologico e bio con piscina, 7 camere, un piccolo giardino e una terrazza panoramica sulla quale prendere il sole o fare colazione con prodotti a km zero (www.riadnoga.com)

Il Riad Noga

Cosa vedere a Marrakech.

Il modo più semplice, economico e ecologico per spostarsi a Marrakech è a piedi. Scordatevi altri mezzi di trasporto, soprattutto nella suq della Medina: le strette viuzze del cuore antico della città imperiale impediscono il passaggio ai mezzi a motore (salvo qualche motorino che sfreccia qua e là) e sono percorribili al massimo da carretti trainati da asini o a piedi. Arrivando dall’aereoporto, invece, è possibile raggiungere il centro sia in taxi (magari dividendolo con altre persone, in genere tutti i passeggeri vanno a Jamaa El Fnaa) o in autobus, con la linea 19 (i collegamenti tra il Menara Airport e il centro sono ogni mezz’ora e costano circa 30 dh).

Il moderno aeroporto della città

Per una visita completa delle principali attrazioni non potete perdervi:

  • La piazza Jamaa El Fna. È il centro cruciale della città, un grande spiazzo punteggiato di bancarelle, incantatori di serpenti, ambulanti, musicisti. Da qui si accede alla Medina, la parte antica di Marrakech e nei dintorni della piazza sono presenti i principali bar e ristoranti destinati ai turisti.
  • La moschea della Kutubyyia. Impossibile non vederla, da quasi tutti i punti della città i può scorgere l’imponente minareto dell’edificio religioso più importante di Marrakech, costruito nel 1120.
  • Il Palazzo El Bahia. Capolavoro dell’arte marocchina, questo palazzo fu fatto costruire da un ex-schiavo divenuto visir. Oggi ospita mostre d’arte e concerti di musica tradizionale.
  • Le tombe Sa’diane. Si tratta di un complesso architettonico del 1500 venuto alla luce solo nel 1917. Ospita le camere funerarie (maestosamente decorate) della dinastia Sa’diana. (Nei pressi delle tombe è da non perdere il Kosy Bar, diventato famoso perché di fronte alla sua terrazza nidificano le cicogne!).
  • La Maison de la Photographie. Museo che raccoglie la storia della fotografia in Marocco, situato all’interno di un ex caravanserraglio recuperato e ristrutturato. Dalla sua terrazza si gode di una delle viste più suggestive della città, soprattutto al tramonto.
  • Souk. È il mercato situato nella zona centrale (è accessibile solo a piedi) della Medina. Tra le sue strette viuzze potete trovare le botteghe dei conciatori, dei tintori, dei fabbri e tantissime bancarelle di cibo, spezie, tappeti, lampade, eccetera. Avventuratevi nella zona meno turistica del souk (andando verso la Maison de la Photographie) e vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo! Piccolo consiglio: evitate le guide e le cartine, non fatevi accompagnare da chi vi offre la sua consulenza -praticamente una persona su due!!- , lasciatevi trasportare dal flusso delle persone e perdetevi letteralmente: scoprirete angoli di Marrakech davvero autentici e suggestivi.
  • Giardini Majorelle e giardini Menara. Sono due spazi verdi aperti al pubblico, meravigliosi e rigogliosi, dove laghi e fontane creano spettacolari giochi di luce con la vegetazione subtropicale circostante. Assolutamente da non perdere! Raggiungeteli a piedi e dedicateci del tempo: non vi deluderanno.
Cortile interno della Maison de la Photographie
Le tombe Sa’diane
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Le bisacce berbere


Fare shopping sostenibile.

Marrakech, come tante altre città marocchine, è un grande mercato a cielo aperto: tra le sue bancarelle potete trovare di tutto: spezie, manufatti in pelle (come le famose babouche o le borse da cavallo berbere), lampade bellissime, olive, datteri, olio di argan, cosmetici naturali (come il sapone nero, usato nell’hammam), oggetti d’arredo, gioielli antichi, sciarpe e cappelli in lana di pecora tinti con tecniche tradizionali, tappeti coloratissimi. E’ un vero paradiso per gli occhi! Per essere certi, però, di fare acquisti sostenibili è bene orientarsi su oggetti davvero tipici, prodotti in loco e preferibilmente fatti a mano chiedendo al venditore maggiori spiegazioni (per quanto riguarda la lingua, nessun problema: oltre al francese, moltissimi marocchini parlano bene inglese e italiano) e diffidando delle merci con un prezzo di partenza eccessivamente basso: è vero che in Marocco il costo della manodopera (e di conseguenza dei beni) è più basso che in Italia, ma un prezzo ‘stracciato’ potrebbe essere il risultato dello sfruttamento dei lavoratori, delle risorse o di provenienza illecita della merce.

Per fare acquisti sostenibili e solidali ci si può recare nei negozi delle cooperative agricole femminili: si tratta dei punti vendita di prodotti (per lo più di bellezza o prodotti di erboristeria) creati con le materie prime coltivate o raccolte dalle donne che vivono nelle aree rurali del Marocco. È un sistema creato per dare un reddito sicuro ed un trattamento equo al lavoro femminile nei campi, spesso molto duro e scarsamente valorizzato. Io ho visitato un paio di cooperative nei dintorni di Marrakech e di Essaouira, ma se ne trovano in tutto il Paese. Proprio in centro a Marrakech potete fare acquisti da Assouss Cooperative d’Argane vicino a Rue El Mouassine: troverete cosmetici incredibilmente efficaci, naturali, biologici e soprattutto solidali.

Le donne di una cooperativa dell’Argan al lavoro
I colori di origine minerale e naturale usati nei laboratori di tintoria dei tessuti

Imparare a contrattare!

A Marrakech e in tutto il Marocco contrattare con i negozianti è d’obbligo, rifiutarsi di farlo per alcuni viene inteso come un’offesa. La contrattazione parte dal compratore, che chiede al venditore quanto costa un articolo. Lui ‘sparerà’ alto, convito che voi facciate l’esatto opposto. A questo punto se siete davvero interessati all’oggetto che volete acquistare -la contrattazione può durare molto ed essere estenuante, a volte il venditore offre il the alla menta per fare una pausa, chiacchierare e studiarvi meglio- dite un prezzo (ma non quello che siete disposti a spendere perché è lì che dovete arrivare) decisamente molto più basso di quello che il venditore ha proposto. Via via lui scenderà con la sua offerta e voi salirete con la vostra fino a raggiungere un accordo. Se sarete bravi otterrete il prezzo che speravate in cuor vostro di pagare per l’oggetto desiderato, se invece sara più scaltro il venditore (cosa che succede spesso, farà di tutto per convincervi che la sua merce è la migliore) vi spillerà la cifra che aveva deciso di spillarvi!

Le cooperative delle quali abbiamo parlato nel capitolo precedente non applicano questo ‘metodo’. Presso i loro punti vendita potete acquistare i prodotti (Argan, spezie, cosmetici ed erbe officinali) al giusto prezzo senza la possibilità di contrattare, proprio perché la loro filosofia è che i compensi debbano essere distribuiti in maniera più equa possibile. Spenderete qualcosa in più rispetto alle bancarelle che offrono gli stessi prodotti, ma avrete la sicurezza della provenienza del prodotto e della sostenibilità dell’acquisto.

Il souk

L’hammam -quello vero-

Tra le esperienze imperdibili da provare a Marrakech c’è senza dubbio quella dell’hammam. Io l’ho sperimentato insieme ad una amica in un pomeriggio di cattivo tempo. Non avevamo voglia di camminare sotto la pioggia e ci siamo rifugiate tra i caldi vapori del bagno turco.

A Marrakech ci sono vari tipi di hammam: quelli situati all’interno dei grandi e lussuosi alberghi, vere e proprie SPA che ricreano le atmosfere marocchine, quelli esterni agli hotel simili ai nostri centri benessere e dotati di ogni comfort (piscina, area massaggi, zona relax, solarium) destinati ai turisti ed infine quelli pubblici come il Mouassine e lo Ziani (entrambi nella Medina) usati dalla popolazione della città per i quotidiani riti di bellezza. Essendo la maggioranza della popolazione di religione mussulmana, gli hammam si distinguono tra maschili e femminili, così che ognuno abbia la propria privacy e le donne possano spogliarsi. Sì, perché il vero bagno turco va fatto nudi, con indosso solo lo slip, per poter ‘trattare’ con il guanto kessa (il guanto abrasivo che viene utilizzato per esfoliare la pelle ed eliminare le parti morte della cute) tutto il corpo. 

Gli hammam pubblici sono molto economici e non offrono particolari servizi: dovete arrivarci attrezzati  di sapone nero di vostra fornitura (si può acquistare ovunque, è uno dei prodotti più venduti in città!) asciugamano, slip da bagno, ciabatte in gomma, asciugacapelli, un olio da massaggio  e sapone naturale per la doccia. Alcuni di questi oggetti si possono ‘noleggiare’ pagando pochi dirham ma non sono monouso e gli asciugamani a disposizione degli hammam non vengono lavati tra un utilizzo e l’altro.

Una volta spogliati, vi faranno accedere alla sala del vapore dove vi lasceranno soli a sudare un po’. Dopodiché ci si lava con il sapone nero e si prosegue (belli puliti) alla zona dello scrub. Qui una donna (se vi trovate, come nel mio caso, in un hammam femminile) vi massaggerà in modo molto vigoroso con un guanto abrasivo per eliminare tutta la pelle morta e le scorie che il vostro corpo elimina grazie al bagno di vapore. Verrete lavati con un secchio e poi potete procedere al massaggio con un olio (meglio se di Argan) di vostra fornitura. Un’altra veloce doccia e via, si ritorna allo spogliatoio, freschi come rose, con la pelle vellutata come difficilmente vi ricapiterà nella vita!

L’ingresso ad un hammam

Alcune basilari regole di comportamento per un turismo più rispettoso.

Molti atteggiamenti ritenuti normali nella nostra clultura non lo sono per niente nella cultura marocchina. Per esempio offrire il cibo e regali con la mano sinistra, toccare i bambini sulla testa o rifiutarsi di contrattare sono considerati un’offesa. Anche non lavarsi le mani (nella bacinella che viene offerta prima dei pasti) è considerato disdicevole, così come indossare abiti troppo poco coprenti o troppo aderenti. 

Un altro tabù per i turisti è legato alla famiglia reale: non si deve MAI parlarne in maniera negativa, tantomeno fotografare il palazzo nel quale la famiglia vive a Marrakech. Anche denigrare la bandiera o il denaro sono atti considerati indegni e addirittura punibili per legge.

 I turisti di religione non mussulmana non sono ammessi nelle moschee e nei pressi di queste ultime è bene non fotografare troppo, non bisbigliare, non cercare di spiare ciò che succede all’interno. Sempre per rimanere in tema di religiosità, nonostante i marocchini siano molto ‘aperti’ all’occidente e non siano eccessivamente radicali, è comunque segno di riguardo da parte dello straniero in visita rispettare le loro usanze islamiche, come quella di non mangiare, bere e fumare  durante le ore diurne nel periodo del Ramadan, avere comportamenti affettuosi in pubblico o atteggiamenti esplicitamente omosessuali.

I giardini Majorelle
Un suggestivo cortile di un riad in piena Medina
Sui tetti della città rosa
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