New York insolita: trekking primaverile a Central Park 

La mia impressione, la prima volta che vidi New York fu… tremenda! Avevo programmato il viaggio per aprile confidando in un clima gradevole, ma si sa, la Grande Mela viene spazzata dalle tempeste di neve anche a primavera inoltrata. Infatti, mentre l’aereo atterrava al La Guardia il cielo era nero, la pioggia sferzava sui finestrini e il capitano del volo annunciava qualcosa come 40 gradi. Fahrenheit naturalmente. Delusione n.1. New York non era per niente come me la aspettavo, come l’avevo vista nei film, sembrava più Gotham City senza neppure l’ombra di Batman.

Preso l’autobus fino a Times Square, lasciati i bagagli nell’appartamento che avevo affittato, decisi di dare subito una svolta alla grigia giornata lanciandomi tra le luci di Broadway e magari infilarmi in un teatro o sulle poltrone in velluto di qualche ristorante. Delusione n.2: la Broadway è una strada lunghissima, taglia Manhattan partendo da Central Park e perdendosi verso nord dalle parti di Sleepy Hollow (sì, esiste davvero!), ma lo scoprii solo quella sera sbagliando fermata della metropolitana e sbucando in mezzo al nulla. Sotto la pioggia che non smetteva un attimo di cadere e con un vento pazzesco che tagliava la faccia. Altro che primavera, altro che piacevoli passeggiate lungo l’Hudson: in quei giorni a New York era pieno inverno!

Il mattino seguente…sorpresa! C’era il sole. Non era una bella giornata qualunque: era LA bella giornata! Di colpo la temperatura era salita a 17 gradi ( a New York il clima è pazzo, trovandosi alla stessa latitudine di Napoli quando il caldo arriva si fa sentire), qualche passante azzardava pantaloncini corti e infradito e io, indecisa sull’abbigliamento, feci l’unica cosa che mia nonna mi raccomanda sempre: mi vestii a strati. Mi chiamarono degli amici italiani e mi invitarono a fare una delle cose più newyorkesi che più newyorkesi non si può: pic-nic a colazione a Central Park. 

Il parco è l’area verde più estesa della città, nonché uno dei luoghi più visitati e fotografati dai turisti, ma non fatevi ingannare dagli stereotipi da film: è vero ci sono gli scoiattoli che si avvicinano senza paura, è vero ci sono runners ovunque e i tipi con i rollerblades, è vero ci sono decine di laghetti vicino ai quali la gente sonnecchia, legge o fa yoga, è vero ci sono i campi da baseball e quelli da basket dove ragazzi di tutte le età giocano ininterrottamente, ma non è tutto qui.

Yoga davanti al suggestivo Belvedere Castle

Il laghetto The Pool, nella zona nord del parco

Per me Central Park è un autentico luogo di ritrovo, è l’area verde urbana che tutte le città del mondo vorrei che avessero, uno spazio paesaggisticamente idilliaco inserito in una metropoli che non dorme mai, per dar modo ai suoi cittadini di respirare, di giocare, di passeggiare, di fare sport o di acculturarsi in modo totalmente gratuito. Nel parco c’è spazio per tutti: Central Park ospita un campo da golf, svariate piste di atletica, un delizioso cottage in stile svedese datato fine ‘800 adibito a teatro delle marionette, uno zoo, un padiglione dedicato ai concerti gratuiti (da quelli di musica classica della New York Philharmonic Orchestra a quelli pop di Elton John e Bon Jovi), un lago navigabile, pareti di roccia usate dai climbers, un’area dedicata al birdwhatching, installazioni artistiche non permanenti (come The Gates di Christo del 2005), musei e tanti prati sui quali distendersi e oziare. 

Ecco un esempio di itinerario da seguire per non perdersi le principali attrazioni: 

Nonostante le decine di attività che si possono fare a Central Park, quella che consiglierei a tutti (e che io ho fatto con molta soddisfazione) è di indossare scarpe comode e avventurarsi nella zona di Central Park North, effettuando un bel trekking partendo dalla zona centrale di Strawberry Fields (sulla 72a Strada, davanti al palazzo The Dakota, dove visse John Lennon) e incamminandosi verso The Lake, seguendo i piccoli sentieri sterrati che si immergono nella boscaglia. Qui il parco asssume un aspetto più selvatico e meno umanizzato: non è raro fare avvistamenti di specie insolite come il falco dalla coda rossa, la capinera, la ghiandaia, il procione, l’opossum e lo scoiattolo grigio. Anche gli amanti della geologia troveranno pane per i loro denti: Central Park sorge infatti su terreno ricchissimo di minerali come lo scisto e altre rocce metamorfiche sulle quali osservare i segni del passaggio delle grandi glaciazioni. Tutte le rocce sono state intelligentemente sfruttate nel progetto paesaggistico di modo che il parco assumesse l’aspetto più naturale possibile, tanto che alcune formazioni rocciose oggi sono un paradiso per l’arrampicata, o meglio per il bouldering.

Persone che praticano il bouldering
Risalendo verso nord si incontra un luogo dall’aspetto davvero curioso: il Belvedere Castle. Venne pensato e fatto edificare alla fine del XIX secolo da Frederick Law Olmsted e da Calvert Vaux (i progettisti di Central Park) come punto panoramico. Oggi è utilizzato come polo didattico-scientifico e come osservatorio per gli ornitologi, grazie alla sua posizione sopraelevata. Forse non tutti sanno che Central Park è un’area verde di dimensioni considerevoli e si trova esattamente sulla rotta migratoria Nord-Sud di molte specie di uccelli: è pertanto un punto di sosta perfetto per i volatili in cerca di ristoro.

Il Belvedere Castle: qui furono girate alcune scene del film Dracula
La ghiandaia blu

Per finire il trekking in bellezza, attraversata la zona boschiva a nord-ovest denominata North Woods, consiglierei di non perdere una delle attrazioni più sublimi di Central Park, la cascata di Waterfalls and Pool. Si tratta di una creazione artificiale, ma nonostante questo ha un aspetto del tutto naturale ed è immersa in uno scenario così suggestivo che vi dimenticherete di essere nel cuore di una delle metropoli più grandi del mondo.

La cascata di Central Park

Ebbene, nonostante l’impatto iniziale non sia stato dei migliori, grazie alla bellezza di Central Park (ma anche grazie alla straordinaria quantità di arte e di cultura presenti nella Grande Mela), New York mi è entrata nel cuore, l’ho amata ed è uno dei miei luoghi preferiti nel mondo, la meta che consiglio a tutti di visitare almeno una volta nella vita…a patto che non si ceda allo stereotipo, ma la si veda con occhi diversi!


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