Hanami: lo spettacolo dei ciliegi in fiore anche in Italia

Tutti gli anni, nel periodo che va da metà marzo ad aprile, gli appassionati di fiori e di Oriente hanno in mente una sola parola: hanami. Hanami significa letteralmente ‘ammirare i fiori’ e si tratta di un’antica tradizione seguita in tutto il Giappone con imponenti festeggiamenti e migliaia di persone che si riversano nei parchi cittadini, lungo i fiumi o nei giardini dei templi per godere della bellezza dei sakura, i fiori del ciliegio giapponese. Forse non tutti sanno che lo spettacolo dell’hanami si può ammirare anche in Italia: il prunus serrulata (comunemente chiamato ciliegio giapponese) altro non è che una pianta ornamentale diffusa in tantissime zone temperate e utilizzata per adornare parchi urbani, giardini privati e luoghi sacri. 

Qual è il periodo esatto per l’hanami

Questa pianta fiorisce, in base alla latitudine e alle temperature, dalla seconda settimana di marzo all’ultima di aprile e i piccoli fiori, di colore bianco o rosa sono talmente fragili che resistono per pochi giorni: se avete individuato nella vostra città un ciliegio giapponese che sta per fiorire rimanete all’erta perché lo spettacolo sarà davvero breve. A questo punto basterà armarsi di macchina fotografica (o come vuole la tradizione nipponica, di un telo azzurro e un cesto da pic-nic) e rimanere con il naso all’insù per apprezzare il meraviglioso spettacolo della fioritura, simbolo di rinascita, di abbondanza e di buon auspicio.

I luoghi dell’hanami in Italia.

Roma, laghetto dell’EUR. Il 20 luglio 1959 il Primo Ministro nipponico Nobusuke Kishi in visita in Italia donò, come segno di amicizia, 2500 ciliegi giapponesi al nostro Paese. Di questi, mille furono piantati a Roma nei pressi del laghetto dell’EUR, formando una meravigliosa passeggiata che in primavera si tinge di rosa e che attira tantissimi romani -ma anche numerosi turisti- durante il periodo della fioritura. Sulla pagina Facebook Hanami-Lago dell’EUR Roma (https://www.facebook.com/hanamiromalagodelleur/) si possono trovare informazioni a riguardo, comprese le indicazioni per organizzare un pic-nic tradizionale giapponese in kimono.


Milano, Collina dei Ciliegi. Il parco, situato sulla collinetta artificiale di Viale Sarca, in zona Bicocca, venne creato in seguito alla ristrutturazione della Pirelli accumulando i detriti di scavo fino a formare un’altura di circa 25 metri. Il tutto fu poi ricoperto dal verde e adornato con più di 850 alberi, quasi tutti ciliegi giapponesi. Non avendo aree gioco per bambini o aree dedicati ai cani, la Collina dei Ciliegi è un luogo perfetto per passeggiare in silenzio e contemplare la bellezza dell’hanami di primavera. 

Ferrara, monastero di Sant’Antonio in Polesine. Nel chiostro di questo antico monastero situato nel centro di Ferrara si nasconde un piccolo ciliegio giapponese, pianatato qualche anno fa dopo la morte di un maestoso esemplare degli anni ’40 diventato famoso in città proprio per bellezza effimera della sua fioritura. Il ‘vecchio’ albero, amatissimo dai ferraresi e considerato un tempo una pianta rara, è stato abbattuto nel 2011, ma subito rimpiazzato da un giovane arbusto che da qualche primavera regala delicate fioriture. Il chiostro del monastero merita una visita anche perché ospita la tomba di Beatrice d’Este ed i meravigliosi affreschi di scuola giottesca situati nella chiesa della monache benedettine.


Novara, Mercato coperto. Il ciliegio di Via Marconi, nei pressi del mercato coperto, ha una storia bellissima: venne donato a Giacomo Fauser durante la visita a Novara di un gruppo di imprenditori giapponesi, interessati a instaurare rapporti commerciali con l’azienda di famiglia, la Fauser appunto. Il chimico, noto in tutta Italia per aver brevettato nel 1927 un famoso metodo per ottenere l’ammoniaca in sintesi, lo fece piantare nei pressi della fonderia del padre e quando l’area industriale venne dismessa per fare spazio ad una nuova zona residenziale, Giacomo Fauser pose come unica clausola la conservazione di quel ciliegio giapponese al quale era tanto affezionato. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1971, sull’area ex-Fauser furono costruiti alcuni palazzi e le strutture dell’attuale mercato coperto, ma quel ciliegio è ancora lì, dopo tanti anni, con le sue maestose fronde coperte di fiori bianchi ad annunciare l’arrivo della primavera ai novaresi e ai turisti che arrivano in città.


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