Piccola guida allo shopping ecologico in viaggio

Ammettiamolo: una delle cose più divertenti da fare in viaggio è lo shopping. Per me, a volte, è quasi impossibile non subire il fascino di quei negozietti adorabili e minuscoli che vendono saponi, cartoline, libri e tante altre inutili, ma irresistibili amenità.

Sappiamo, però, quanto costa in termini ambientali la produzione, il trasporto e la vendita del classico souvenir di viaggio?

Difficile fare una stima precisa: bisognerebbe essere a conoscenza dell’intero ciclo di vita di un prodotto per poter calcolare la sua impronta ecologica (ovvero la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera responsabile dei cambiamenti climatici) con precisione, ma con qualche accorgimento possiamo evitare di romperci la testa tra calcoli e stime e pensare di risolvere direttamente il problema orientandoci verso uno shopping ecologico. Come? Ecco qualche semplice dritta!

1. Acquistare il second-hand. Ormai presenti in tutti gli angoli del mondo, i negozi di abbigliamento, di libri, di vinili di arredamento usati sono un’ottima alternativa allo shopping tradizionale. Un oggetto usato è praticamente a emissioni zero ed acquistarlo evita che esso finisca in discarica. Secondo il rapporto della svedese ‘Second Hand Effect’ solo in Italia il mercato degli oggetti usati farebbe risparmiare 3,4 milioni tonnellate di CO2 l’anno. Camminare per le vie delle città alla ricerca dei negozi vintage o perdersi tra le bancarelle dei flea markets (i mercatini delle pulci) è anche un fantastico modo per immergersi totalmente nella quotidianità del luogo che stiamo visitando e per scoprirne angoli suggestivi e nascosti, sfuggendo ai soliti itinerari turistici.

Una divertente foto scattata in un flea-market ad Amsterdam.


Bancarelle di oggetti usati ad Amsterdam

2.Noleggiare ciò che ci serve occasionalmente. State per partire per un trekking? Volete scattare foto naturalistiche ma non avete l’obiettivo fotografico adatto? Vi occorre una tenda o un tavolo per il campeggio? Bene, sappiate che non è ecologico acquistare un’attrezzatura che sapete già di usare una o due volte al massimo nella vita. Si può tranquillamente noleggiare sia prima della partenza, sia appena arrivati a destinazione. Una bella alternativa (che spesso utilizzo) può essere anche di chiedere la specifica attrezzatura in prestito o in scambio ad amici e parenti. Io lo faccio con l’attrezzatura da montagna: non mi va, per esempio, di acquistare delle ciaspole se poi so benissimo che le utilizzerò meno di una decina di volte nella vita, così me le faccio prestare (magari in cambio di un favore) da qualcuno che conosco. Se non avete programmato prima della partenza la necessità di un determinato oggetto e vi accorgete che vi serve quando ormai siete a destinazione , nessun problema: molti hotel offrono servizi di noleggio, dalle biciclette ai teli spiaggia, dai cavalletti per le macchine fotografiche alle ciabatte in gomma per la piscina.

3.Souvenir e ricordi di viaggio. Attenzione a questa categoria di prodotti: ormai sappiamo tutti benissimo che la quasi totalità dei souvenir classici (magliette, calamite, cappellini, soprammobili) è prodotta in Cina o Taiwan, per cui direi di evitare. Anche molti altri prodotti sono poco ecologici, ad esempio tutta l’oggettistica locale prodotta con metodi industriali o poco rispettosi dell’ambiente. Per essere certi di fare un acquisto sostenibile bisogna orientarsi verso l’acquisto di oggetti prodotti localmente, artigianalmente, dalla filiera corta e che non contengano sostanze inquinanti o proibite per legge. Sembrerebbe complicato, ma in realtà in ogni luogo del mondo che ho visitato ho trovato qualcosa con queste caratteristiche: l’olio di Argan puro delle cooperative in Marocco, uno speciale the selvatico che si raccoglie sulle pendici del monte Olimpo a Karpathos in Grecia (impaccchettato in un semplice sacchetto di carta grezza), l’olio da massaggi ottenuto dalla spremitura del cocco in Thailandia, la frutta esotica disidratata sulle bancarelle di Salvador de Bahia, un berretto in lana vergine non tinta e tessuto a mano in Irlanda. Insomma, fare acquisti ecologici non è per niente una missione impossibile.


Saponi fatti a mano con tecnica artigianale all’olio di oliva greco.



4. Ed infine un’ultima, semplice e pratica regola: se non siete sicuri della provenienza di un oggetto meglio evitare di acquistarlo. Fare shopping in vacanza è divertente, ma il miglior ricordo di un viaggio che potete portare a casa con voi è il ricordo del viaggio stesso!


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