Il verde segreto di Milano: l’orto botanico di Brera

Se ultimamente siete capitati a Milano -ancora meglio se siete di Milano- vi sarete accorti che il capoluogo lombardo non è più una città che corre. Specialmente in questi giorni, con l’arrivo del caldo. Senza le valigette 24 ore e i tailleur con i tacchi, i milanesi a luglio sembrano un popolo lavorativo decisamente più rilassato, più attento alla propria salute (le code chilometriche davanti a Luini sono ormai roba da turisti, in pausa pranzo il milanese sobriamente si gusta uno smoothie di frutta e verdura) e molto più amante della natura e delle oasi verdi cittadine.

Approfittando di una visita alla Pinacoteca e a Palazzo Brera, scopro con piacere un angolo di Milano che non conoscevo: un meraviglioso orto proprio nel centro storico della città (nella zona della movida, a due passi da corso Como e da via Brera), antico, ordinato, silenzioso. Si tratta dell’Orto Botanico di Brera, nato nel 1775 dal volere di Maria Teresa d’Austria con lo scopo di coltivare le piante officinali e medicamentose utilizzate dagli studenti di Farmacia e di Medicina. Il giardino nacque dunque a scopo didattico sui resti di un terreno ad uso orticolo di proprietà dei Padri Gesuiti che abitarono il palazzo dell’Accademia durante il ‘500.

Oggi, dopo vari interventi e nuovi inserimenti di specie vegetali, l’Orto ha più le sembianze di un giardino segreto, un oasi di fresca quiete in mezzo alla città, nella quale riposarsi, leggere, passeggiare, dipingere (in primavera si tengono corsi di pittura botanica e di acquerello, per info scrivere a ortobotanicodibrera@unimi.it). 

Tra una fotografia e l’altra faccio la conoscenza di un simpatico signore sulla sessantina, il quale mi svela che in fondo al giardino ci sono due Ginko biloba speciali: sono tra i più antichi d’Europa (furono portati qui dalla Cina nel 1775), un maschio e una femmina -non sapevo che queste piante avessero un genere- e in autunno regalano uno spettacolo dorato magnifico. Anche Wolfgang Goethe, grande appassionato di botanica, venne in visita a Brera e si sedette sotto questi Ginko. Il signore mi racconta, poi, che nei due laghetti dell’orto -uno dei quali adibito alla conservazione della rarissima utricularia vulgaris, una pianta carnivora acquatica- vengono ogni tanto ad abbeverarsi alcune anatre ed una di queste ha addirittura scelto questo luogo per nidificare e mettere al mondo i suoi pulcini. I miei incontri faunistici purtroppo non sono altrettanto interessanti, si limitano a qualche lucertola, api e farfalle attirate dalle fioriture. Scopro, invece, che esistono decine di specie diverse di salvia (alcune dalle fogli enormi, altre dotate di grandi fiori) e mi imbatto in un’altra delle rarità dell’Orto: un tiglio di ben 40 metri d’altezza.


In questa meravigliosa isola verde vengono organizzati eventi didattici e divulgativi, si tengono seminari sulla botanica e sulla filosofia ambientale, si svolgono incontri ricreativi sull’utilizzo delle piante in cucina e sulla sensibilizzazione alla salvaguardia della biodiversità. 

È un luogo magico, dove uomo e natura si incontrano in un’armonia perfetta e creano insieme uno spazio artificiale, ma per nulla artificioso.

Info utili: 

www.brera.unimi.it
www.reteortibotanicilombardia.it
ORARI: Dal lunedì al sabato dal 1 Aprile al 31 ottobre dalle 10 alle 18 e dal 1 Novembre al 31 marzo dalle 9.30 alle 16.30 escluso i giorni di chiusura dell’ateneo e festivi.

Aperture straordinarie (anche domenica) con visite guidate ed attività oppure in corrispondenza di eventi speciali.

L’ingresso è gratuito.

https://drive.google.com/open?id=1IKJg52CMlWFdZl-ojN3ZYcshiwA&usp=sharing

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5 Comments Add yours

  1. rosasolito ha detto:

    Si è veramente molto bello e sono rimasta colpita dal fascino dei Ginko Biloba (maschio e femmina)

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  2. Giuseppe Corallo ha detto:

    Un bellissimo articolo complimenti. Da circa sedici anni vivo in provincia di milano ma non sono mai stato all’orto botanico e mi hai dato la spinta ad andarlo a visitare il prima possibile.

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    1. marisafacchinello ha detto:

      Grazie per il complimento! Sono tornata di recente e devo dire che forse è proprio la primavera il periodo migliore per visitarlo. A presto

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      1. Giuseppe Corallo ha detto:

        Grazie Marisa mi sa che seguo il tuo suggerimento. A presto.

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