Bangkok fuori dai soliti itinerari: spiriti, veggenti e superstizioni. Parte 3

 Il viaggio di EQUOVIAGGIARE nella Bangkok meno nota continua con un capitolo interessantissimo, che parla della Thailandia che non si vede, quella del soprannaturale.

Bangkok è conosciuta come la città degli angeli, dalla traduzione del suo nome originale, impronunciabile e lunghissimo: Krung Thep Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Yuthaya Mahadilok Phop Noppharat Ratchathani Burirom Udomratchaniwet Mahastan Amon Phiman Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam. Di angeli, però, c’è poca traccia, anzi, Bangkok è una città decisamente dominata dagli spiriti! Una cosa che pochi sanno è che i thailandesi sono un popolo davvero legato alle tradizioni: il grande sviluppo economico di Bangkok e della Thailandia e il salto nella modernità degli ultimi vent’anni, sono frutto di impulsi arrivati dall’esterno, dalle economie straniere (cinesi, inglesi, americane, ecc…) che in questo paese hanno visto un gran potenziale e hanno investito. Fosse stato per i thai, lo sviluppo sarebbe avvenuto in maniera decisamente più pacata, come è nel loro stile, e soprattutto non avrebbe cancellato le tracce del loro passato, sarebbe stata probabilmente una crescita economica più rispettosa sia della loro natura che della loro cultura.

In Thailandia la religione principale è il buddismo Theravada, ma tutti, davvero tutti i thai sono anche animisti. Credono fermamente che ogni elemento naturale, albero o animale, possegga uno spirito, detto pii, buono o maligno, che va rispettato e onorato tutti i giorni. Inoltre anche gli antenati defunti nel passaggio verso l’aldilà ‘liberano’ i loro pii, lasciandoli a protezione dei luoghi dove hanno vissuto. Per questo motivo si costruiscono ‘le case degli spiriti’, piccoli tempietti colorati che contengono le statuette dei famigliari scomparsi, ma anche di animali o di entità semi-divine legate al monto della natura, alle quali vengono fatte offerte quotidiane di cibo, bevande e collane di fiori freschi. Ogni luogo in Thailandia, dai condomini alle abitazioni in legno, dai centri commerciali agli aeroporti, ha un piccolo tempietto, posizionato in modo che l’edificio principale non gli faccia mai ombra e costruito sempre prima dell’inizio dei lavori, nel quale troveranno dimora gli spiriti locali. Anche i mezzi di trasporto possono essere ‘presi di mira’ dai pii, per cui ogni bravo thailandese lega una corona di fiori freschi sulla propria imbarcazione, automobile o tuk tuk, come offerta. 

Una casa degli spiriti, con le crone di fiori votive e le statuette dei pii

Il boom edilizio della città di Bangkok ha smosso, secondo i thai, una grande quantità di spiriti che prima dimoravano nelle antiche case in legno, nei canali e negli alberi fatti sparire per lasciare posto al cemento dei palazzoni. Per questo motivo, sono scrupolosissimi nell’osservanza del rito delle offerte e invitano anche gli stranieri ad osservare questa usanza, di modo che non si verifichino calamità. Naturalmente, nel loro modo di vedere le cose, un collasso della rete elettrica, un’inondazione, un grave incidente stradale o una malattia respiratoria non sono dovuti a cause umane (infrastrutture carenti, inquinamento, cambiamenti climatici, distrazione), ma all’azione degli spiriti o della sfortuna. Già, perché anche la superstizione ha un ruolo fondamentale nella vita dei thai: dal più povero al più ricco, tutti credono nel fato e amano consultare gli indovini, i chiromanti, i maghi per sapere cosa accadrà nella loro vita, se è il momento giusto per sposarsi, cambiare casa o fare un investimento. Il numero di questi veggenti è incalcolabile ed esercitano ovunque: nei mercati, in casa, per strada, nei centri commerciali e nei parchi. I thailandesi ci credono a tal punto che anche gli appuntamenti politici e d’affari sono presi dopo la consultazione con un indovino e che, anche nelle cene più formali, capiti di conversare su chi sia il miglior veggente della città. Il business della superstizione ha cifre da capogiro: a Bangkok si spendono miliardi di baht per le ‘consulenze’ degli indovini, ma anche per l’acquisto di amuleti di ogni sorta, come le figurine votive, le statuette falliche e le bambole-angelo, feticci dall’aspetto di bambini che i thailandesi ricchi portano addirittura in aereo, sedute accanto a loro.

Altre superstizioni dei thailandesi sono il ‘divieto’ di tagliarsi i capelli di mercoledì, rimanere da soli (sembra essere davvero di cattivo auspicio, avere una vita solitaria è la più grossa sfortuna che possa capitare), guardare un varano (e a Bangkok ce ne sono molti nei parchi e lungo i canali periferici!) , non indossare amuleti o non aver tatuaggi che proteggano dai demoni.

  

  

Bancarella di amuleti
 
 
Le bambole-angelo, potenti scaccia spiriti con le fattezze di bambini
 

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