Bangkok fuori dai soliti itinerari. Parte 2: Templi e musei meno noti. 

Abbiamo già parlato dell’importanza delle vie d’acqua di Bangkok e della vocazione commerciale della città, di come muoversi tra i klongs e di come destreggiarsi sul fiume Chao Phraya (Leggi l’articolo).Ora è il turno della cultura. 

Bangkok nacque come villaggio portuale sulle sponde del fiume e nei pressi del golfo di Thailandia con il nome di Bang Makok. Era sede di una fiorente comunità di cinesi che commerciava con la vicina capitale Ayutthaya. Quando quest’ultima fu rasa al suolo dall’esercito birmano nel 1767, il re Taksin spostò la capitale a Thonburi, villaggio proprio di fronte a Bang Makok, sulla sponda opposta del Chao Phraya. In meno di 20 anni la comunità cinese fu fatta spostate nella zona (allora periferica) di Yaowarat (l’attuale Chinatown) e la capitale divenne ufficialmente e definitivamente Bang Makok, ribattezzata poi Krung Thep Maha Nakhon. Questo è ancora oggi il nome della città, abbreviato dai locali in Krung Thep (città degli angeli), ma il mondo occidentale resiste nel chiamarla Bangkok, contrazione di Bang Makok.

Grazie al suo ricco passato storico e alle influenze cinesi, birmane, indiane e poi occidentali (anche italiane), oggi Bangkok non è solo una delle più vaste città di del mondo, ma è anche una capitale della cultura. La città degli angeli è ricca di templi buddhisti (chiamati Wat): i più noti sono il Wat Pho (sede della più antica scuola di massaggi thai), il Wat Phra Kaew (custodisce il Buddha Smeraldo), entrambi nella zona del grande palazzo reale e il famosissimo Wat Arun, simbolo di Thonburi e dell’antica capitale ormai inglobata nel l’immenso conglomerato cittadino.

La statua del Buddha di Smeraldo, un blocco unico di giada scolpito 2000 anni fa

Bangkok è anche sede di numerosissimi musei e monumenti non religiosi che raccontano la storia della città e custodiscono i suoi segreti. Ecco un elenco dei luoghi da non perdere:

  • Siam Museum: un museo di storia molto moderno e interattivo, con diverse aree tematiche , mostre permanenti e temporanee e spazi dedicati alla creatività.
  • Museo Silpa Birhasri: dedicato all’italiano Corrado Feroci, insegnante italiano di arte moderna naturalizzato thailandese e fondatore della University of Fine Arts.
  • National Museum of Royal Barges: è il museo delle imbarcazioni dedicate al trasporto dei reali e alle cerimonie navali sul fiume, ci si può arrivare in barca, naturalmente. Si trova vicino alla fermata Phra Pin Klao delle linee pubbliche dei battelli, nel quartiere di Thonburi. Tra le tante imbarcazioni storiche e preziose, spicca la Golden Swan, creata da un unico pezzo di legno, considerata la più grande piroga del mondo. Il museo ospita anche foto e dipinti d’epoca e i preziosi costumi dei ‘vogatori’ di corte.
  • M.R. Kukrit’s Heritage Home: dimora di un ex primo ministro e splendido esempio di architettura thai. Situata nella zona di Sathorn, si tratta di un complesso di più abitazioni antiche (oltre i 100 anni d’età) costruite interamente in teak e immerse in un curatissimo giardino dal gusto orientale. Ottimo spunto per avere un’idea dell’attaccamento alla religione, alla cultura e alle tradizioni dell’upper class thailandese dello scorso secolo.
  • The house on Sathorn: si tratta di un hotel di lusso con annesso ristorante molto blasonato, ma ciò che attrae è l’edificio stesso, una casa coloniale di 127 anni! Vera rarità nella zona, dato che l’espansione immobiliare degli ultimi 30 anni ha cancellato gran parte degli edifici storici. Una visita a questa dimora è la dimostrazione del lusso e dello sfarzo della Bangkok di fine ‘800.
  • Suan Pakkad Palace: un piccolo angolo di paradiso a pochi passi dall’imponente Baiyoke Tower. Si tratta di un museo costituito da sette abitazioni tradizionali in legno, finemente decorate in stile thai, con un curatissimo giardino ed una collezione  preziosissima e antica di gioielli, conchiglie, maschere e oggetti religiosi appartenuti ad una ricca famiglia di Bangkok e poi donati alla collettività.
  • Siriraji Museum: museo dedicato alla medicina tradizionale thailandese, ricco di curiosità, compresi i casi forensi più curiosi e la storia delle malattie in Thailandia.
  • Queen Saovabda memorial institute: nella zona di Silom, si tratta di un parco dedicato alla ricerca degli antidoti ai veleni dei serpenti. Interessante poter ammirare i serpenti vivi, ma anche la storia della medicina e dello studio di questi rettili.

 

L’hangar che protegge le preziose imbarcazioni esposte al Museum of Royal Barges
  
MR Kukrit’s house
 

    Nella Costituzione thailandese non è menzionata una religione di Stato, per questo i cittadini sono liberi di professare qualunque credo. In Tahilandia esistono infatti gruppi di etnia Sikh (induisti), gruppi islamici, cristiani cattolici (i malay) ed ebrei, ma il 96% della popolazione , reali compresi, è buddhista. A Bangkok prosperano, infatti, i templi dedicati al Buddha e alla filosofia Theravada, con la loro tipica architettura asiatica:

    • Wat Suthat: situato in Bamrung Mueang Road , all’interno del complesso del Buddha sdraiato, si tratta di uno dei monumenti buddhisti più interessanti della Thailandia. Le sue decorazioni alle pareti raccontano la storia della religione, le piccole state dorate ai lati, invece, custodiscono le ceneri dei defunti.
    • Wat Mangkon Kamalawat: conosciuto anche come Wat Leng Noei Yi, è il più grande tempio cinese-buddhista della città. Qui si festeggiano sia il capodanno cinese che il festival vegetariano annuale (un evento particolarmente forte, nel quale i fedeli praticano la mutilazione della lingua). Costruito nel 1846 in perfetto stile architettonico cinese, è situato proprio nel bel mezzo di Chinatown.
    • Sri Maha Mariamman: il nome stesso fa capire che non si tratta di un tempio buddhista (Wat), ma di un complesso indù. La sua bellissima architettura ha origini indiane e fu costruito nel 1879 da un immigrato fuggito dalla colonizzazione britannica in India. È un tempio molto rispettato anche dai Thai di fede buddista, poiché essi ritengono di discendere dalla stesso ceppo religioso.
    • Wat Intharawihan: senza dubbio uno dei templi più suggestivi e meno visitati dai turisti. Con il suo Buddha d’oro alto ben 30 metri e l’atmosfera autentica che si respira , è da non perdere. Si trova nei pressi del ponte dedicato a Rama VIII. L’ingresso è libero.
    l’immenso Buddha dorato del tempio Wat Intharawihan
    Il tempio indù Sri Maha Mariamman
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