Il Parco Nazionale delle Everglades, natura selvaggia in Florida

Quando pensiamo ai grandi Parchi Nazionali americani l’immaginazione corre verso i colori infuocati del Grand Canyon o i geyser di Yellowstone. Ma nel sud degli Stati Uniti c’è un luogo decisamente agli antipodi rispetto a questi paesaggi, un luogo unico al mondo, dove un fiume d’erba largo chilometri crea una vasta area paludosa tropicale di ben 600 mila ettari, nella quale convivono alligatori e coccodrilli, 300 specie diverse di uccelli, tartarughe, lamantini e pantere: è l’Everglades National Park della Florida.
  

Se avete in programma un viaggio nel sud degli States e amate la natura selvaggia, questo parco non può mancare nel vostro itinerario, visiterete un’area protetta unica al mondo, divenuta Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
  
Quando andarci? 

Il periodo migliore per visitare le Everglades è la dry season, la stagione secca, che va da ottobre ad aprile. Il clima in questi mesi è più fresco e mite, mentre le estati sono decisamente molto calde e afose (l’umidità arriva al 90% e la temperatura dell’aria è in media di 32-33 gradi). È inoltre necessario proteggersi dalle zanzare con abiti leggeri ma coprenti e con un buon prodotto repellente: i poco simpatici insetti sono parte integrante dell’habitat e ovunque ci sia acqua ne troverete a migliaia.

  
Un mondo primordiale

Come moltissime altre aree protette del mondo, anche le Everglades sono state vittima dei danni causati dall’uomo: inquinamento, sfruttamento e bonifica dei territori ed est (dove sorge oggi la metropoli di Miami), caccia e bracconaggio, sfruttamento delle acque per l’agricoltura e deportazione dei nativi di queste terre, gli Indiani Miccosukee. I primi a rendere la vita difficile a questa tribù furono i coloni Spagnoli nel XVIII secolo che si erano insediati nell’area a nord dell’attuale Miami. Da 5000 membri, il popolo dei Miccosukee si ridusse a solo 100 elementi, a causa di malattie alle quali non erano immuni, alle battaglie (non possedevano armi da fuoco) nelle quali morivano a centinaia e all’isolamento forzato. I pochi Miccosukee rimasti si nascosero nella parte più profonda e impenetrabile delle Everglades, vivendo di caccia e pesca e alloggiando nelle tipiche casupole in paglia dette chickee, fino a quando, negli anni ’70, venne istituita la riserva indiana di Big Cypress, nella quale è stato riconosciuto loro il diritto di occupazione permanente. 

Fortunatamente non tutta l’area delle Everglades ha subito mutamenti, grazie anche all’istituzione del Parco Nazionale; esistono zone interne rimaste invariate dall’epoca dei coloni e un’escursione in questi paesaggi vi farà scoprire come poteva essere il mondo prima dell’uomo, un mondo nel quale la natura era l’unica forza in grado di decidere il corso della vita e gli animali regnavano sovrani.

  
 

Organizzare un Eco-tour nel Parco

Se avete intenzione di visitare il Parco Nazionale delle Everglades dovete necessariamente pianificare la visita. Sia che cerchiate online, sia direttamente in loco, troverete tantissime offerte di escursioni organizzate e accompagnate, spesso spacciate come eco-tour. Leggete bene cosa offrono, perché molte di queste gite sono tutto tranne che attente all’ambiente. Molte prevedono la visita delle Everglades in air-boat (le famose barche a fondo piatto spinte da un enorme ventilatore a motore), mezzo divertente, ma che mi sento di sconsigliare per due motivi: il primo è che il rumore è assordante, tanto che i ranger del parco vi dovranno fornire di tappi per le orecchie ed è poco logico sfrecciare in mezzo alla natura a bordo di un mezzo simile. Il secondo motivo è che le restrizioni del Parco limitano l’uso delle air-boat alle aree limitrofe, quindi potrete visitare solo i margini delle Everglades, ma non il centro dell’area protetta, quello più selvaggio e caratteristico. Inoltre, molti eco-tour (spacciati come tali) prevedono lo show con gli alligatori o con i coccodrilli, altra cosa che ritengo poco rispettosa nei confronti degli animali, oltre che per gli spettatori stessi: sono a pagamento (vi chiederanno soldi anche per farvi fotografare con i cuccioli di alligatore), sono poco istruttivi e spesso sono organizzati proprio da alcune persone di etnia Miccosukee, che lucrano sul loro territorio invece che dedicarsi a valorizzarlo.
Per andare sul sicuro recatevi alla Shark Valley: qui si possono affittare biciclette e percorrere un circuito di 24km che conduce ad un osservatorio naturalistico. Ci si può andare autonomamente o accompagnati dalle guide: nel primo caso i ranger vi spiegheranno come comportarvi per non incorrere in pericolo con gli alligatori (che spesso si trovano proprio in mezzo alla strada), come distinguere i maschi dalle femmine e vi daranno informazioni utili sulla fauna locale. Raggiunto l’osservatorio (purtroppo esteticamente tremendo!) potrete soffermarvi a scoprire l’innumerevole varietà di uccelli delle Everglades: l’anhinga americano (raro uccello nero simile ad un cormorano), i pellicani, gli aironi, gli ibis, il falco pescatore e il nibbio.

L’esplorazione in canoa

Se invece preferite una bella avventura in canoa, potete provare l’itinerario che va dalla Gulf Coast (nei pressi di Naples) al Flamingo Visitor Center e viceversa: 160km da percorrere in una settimana, con punti di ristoro e bed&breakfast per dormire, noleggio dell’equipaggiamento necessario e guide a disposizione. Il periodo migliore per questo tipo di viaggio è da dicembre ad aprile, sia per le scarse precipitazioni, sia per gli incontri, più frequenti, con la wildlife.

  
Passeggiate e campeggio-avventura

Per chi invece vuole semplicemente passeggiare e godersi l’osservazione della natura ci sono i percorsi del Tree Snail Hammock Trail (non lontano dal punto di partenza di Shark Valley) o quelli di Bear Island, situati nel Big Cypress National Preserve, la riserva indiana Miccosukee. Nei pressi dell’Anhinga Trail, anch’esso da percorrere a piedi, se sarete fortunati, potrete scorgere i lamantini nuotare nelle torbide nacque paludose o la rarissima pantera della Florida. All’interno del Parco è possibile campeggiare, sia liberamente lungo alcune spiagge, sia nelle aree attrezzate di Flamingo Campground e Long Pine Key Campground. (info qui www.nps.gov/camping)

  

Links utili:

Sito ufficiale Everglades www.nps.gov

Kayak tour Evergladesadventure.com

Campeggiare nelle Everglades CampingEverglades.gov

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