Alla scoperta degli alberi più spettacolari del mondo

Questo articolo è dedicato a chi sa ancora emozionarsi guardando la natura, a chi comprende la fragilità del nostro pianeta, ormai soffocato dall’avidità dell’uomo e lanciato verso un terribile destino. Gli alberi sono un po’ il simbolo della lotta alla sopravvivenza dell’ambiente, con la loro forza, la loro maestosità e allo stesso tempo la loro fragilità: bastano poche ore per distruggere ciò che ha impiegato decenni, a volte secoli , per crescere. 

Se avete la fortuna di trovarvi in uno di questi Paesi del mondo dovete assolutamente visitare uno dei prossimi alberi, ognuno diverso per ‘personalità’ o dimensioni, ma tutti accomunati dalla stessa caratteristica: vi sapranno incantare…

Italia, Verrucchio

“Se non vuoi bruciare, allora cresci!”. Furono le parole di San Francesco d’Assisi, che nel 1200 si trovava nei pressi di Rimini per fondare un nuovo convento. La notte era fredda e i frati insieme a lui accesero un falò. San Francesco gettò tra le fiamme il suo bastone di cipresso, ancora verde, e quello non volle saperne di bruciare. Il santo allora lo piantò in quello che sarebbe diventato il chiostro del futuro convento e quel cipresso non solo crebbe, ma diventò uno degli alberi più vecchi d’Europa. Oggi, Con i suoi 800 anni d’età, è ancora vivo, ad offrire ricovero alle colombe tanto care al santo.

  

South Carolina, John’s Island

Una enorme Quercia della Virginia piantata qualche secolo fa ( o forse nata spontaneamente ) e poi diventata parte della proprietà del giudice Angel, durante il periodo coloniale. Gli schiavi che abitavano nei dintorni lo presero come punto di riferimento, poiché nella loro cultura d’origine gli alberi avevano un significato religioso e in quei rami a ‘forma di pitone’ ci vedevano gli spiriti degli schiavi uccisi. Oggi la quercia è meta degli amanti del foliage.

  

Stato di Whashington, Hoh Valley.

Nella zona del lago Quinault, ci sono alcune delle douglasie (pino di Douglas) più grandi del mondo. Tronchi grandi come ciminiere, alberi alti come sequoie. Nei dintorni, purtroppo, i taglialegna non hanno risparmiato altre douglasie, lasciando spazio agli hemlock e agli aceri che oggi ricoprono come spettri (foto sotto) i ceppi mutilati.

  

  

Madagascar, riserva di Ifaty.

Questi baobab, nella riserva della baia di Ifaty, in Madagascar, sembrano enormi bottiglie, teiere, alcuni assomigliano a teschi. Raggiungono i 12 metri e, come tante altre specie viventi del luogo la loro sopravvivenza è in pericolo: la loro corteccia viene utilizzata per i tetti delle le case e non ci sono leggi ad hoc per la loro tutela.

  

Messico, Tule, provincia di Oaxaca.

Un enorme cipresso calvo, senza dubbio il più grande del Paese e uno degli alberi più grandi del mondo, con la sua straordinaria circonferenza di 58 metri. Simbolo del Messico, nei primi anni del 2000 ha rischiato di morire (dopo 2000 o forse 3000 anni di esistenza) per mancanza d’acqua. Se la sua età precisa non è nota, è risaputo invece che questo gigante nacque in una palude, successivamente prosciugata per costruire la cittadina di Tule. Oggi è salvo, ma traffico, smog, cambiamenti climatici lo minacciano continuamente.

  

  

Italia, Val d’Ultimo

Il larice che vedete qua sotto in foto è considerato uno dei più antichi d’Europa. Secondo i racconti delle persone del luogo, inizialmente i larici erano quattro e furono risparmiati dai taglialegna per proteggere alcune baite dalle valanghe. Nel 1930, però, uno dei quattro cadde in seguito ad una bufera ed un uomo contò i suoi anelli: ben 2200! Secondo gli esperti botanici si tratta di una leggenda, i larici europei arrivano al massimo a 400 anni d’età e in mancanza di documentazione scritta o di tracce concrete riguardo la loro datazione non rimane che il dubbio…

  

California, White Mountains

A tremila metri d’altezza, tra la Sierra Nevada e Los Angeles, c’è una vallata che custodisce gli alberi più antichi del pianeta. Si tratta dei pini millenari della Methuselah Walk, alberi che raggiungono i 4000 anni e , come nel caso del “Vecchio” li superano anche, toccando la vetusta soglia dei 4600. Alcuni di essi sono quasi morti, ma per secoli la linfa continua a scorrere all’interno come un filo sottilissimo alimentando le ultime fronde sopravvissute.

  

( In copertina gli splendidi Baobab di Morondava, Madagascar)

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