Genova: i delfini metropolitani

Genova. Imbottigliati nel caotico traffico della città, con il porto popolato da giganti d’acciaio galleggianti a fare da sfondo, è facile dimenticarsi che in quel mare blu cobalto all’orizzonte trovino rifugio i mammiferi più affascinanti e incantevoli del Mediterraneo, i delfini. 

Il Mar Ligure , è infatti inserito in quello che viene definito il Santuario dei Cetacei, un triangolo di mare protetto che va dalla Costa Azzura alla Toscana, fino al Nord della Sardegna, includendo tutte le coste della Liguria e della Corsica, per un totale di 87.000 km quadrati di superficie: un’enorme riserva di cibo per i grandi mammiferi marini, che qui hanno trovato il loro habitat ideale.
 

Whale watching al largo di Genova
 

Non solo delfini: come e dove avvistare i cetacei

Il Santuario dei Cetacei non è solo abitato dal delfino comune, anzi, il delfino comune è purtroppo diventato …poco comune. L’avvistamento più frequente è quello della Stenella striata, un cetaceo molto simile al delfino, dal quale si distingue per le striature sui fianchi. Numerosi sono anche gli zifi (sempre della stessa famiglia), seguono poi in ordine di apparizione le balenottere comuni, i capodogli e , rarissime, le orche. Balene e capodogli amano acque profonde e cacciano in mare aperto, per cui l’unico momento utile per l’avvistamento coincide con il ritorno in superficie per respirare. I cetacei di piccole dimensioni, invece, sono decisamente più facili da incontrare: sono numerosi, cacciano in branchi, compiono salti ed evoluzioni fuori dall’acqua, si avvicinano alla costa e sono molto curiosi.

Avvistamento di un delfino all’interno del porto di Genova

Osservarli è semplicissimo: da Genova Porto Antico partono moltissime escursioni alla scoperta dei cetacei, con la collaborazione di enti di salvaguardia e la guida di esperti: biologi marini, naturalisti, fotografi e whale watchers di professione, in grado di coniugare il divertimento della gita ad un’adeguata informazione scientifica. Spesso i partecipanti vengono coinvolti in attività di identificazione e schedatura degli esemplari avvistati oppure in appassionati contest fotografici. 

Ecco alcuni link attraverso i quali scoprire date, prezzi e orari delle escursioni:

  


Whale-watcher per un giorno

Improvvisarsi whale-watcher non è impossibile, anche alla prima esperienza: basta un po’ di attitudine verso il mare, un abbigliamento comodo e idoneo all’uscita in barca, imparare a percepire i movimenti ‘anomali’ delle onde e…un po’ di fortuna. In quasi tutte le escursioni avviene un avvistamento, ma se proprio non dovesse essere la vostra giornata è possibile richiedere il rimborso del biglietto o uno sconto sulla seconda uscita.
 

Le stenelle striate riunite in branco
  
Un capodoglio in immersione davnti alle coste liguri
 

Quanti cetacei ci saranno tra 20 anni?

Nei primi anni ’90, dopo l’istituzione del Santuario dei Cetacei in Italia, Greenpeace si occupò del censimento delle popolazioni di cetacei (ma anche di tartarughe caretta caretta, pesci luna, tonni, cernie, ecc..) e rilevò, tra gli altri, la presenza di ben 32.000 stenelle e 830 balenottere comuni. Ad oggi, purtroppo, la popolazione si è più che dimezzata, per alcune specie si è ridotta a un quarto, evidenziando come le misure di salvaguardia siano poco efficaci. Oltre al traffico marittimo che mette a repentaglio la sopravvivenza dei cetacei (ogni giorno 2-3 balenottere sono a rischio collisione) e al problema dello spiaggiamento (sonar, radar e rumori disorientano i mammiferi marini), la peggiore piaga, al momento, è costituita dalle microplastiche. Nel Mar Ligure sono state registrate concentrazioni di microplastiche 7 volte più elevate che in altre aree del Mediterraneo, con la formazione delle “isole di plastiche galleggianti” simili a quelle già avvistate nel Pacifico. Gli ftalati rilasciati dalla disgregazione di questi materiali causano danni al sistema riproduttivo dei cetacei, contribuendo fortemente alla loro estinzione.

Le proteste di Greenpeace contro l’inquinamento dei mari
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